Cos'è
Una mattinata all’insegna della bellezza e della scoperta quella vissuta oggi dai ragazzi della classe III B indirizzo Tecnico Turismo del nostro Istituto, protagonisti di una straordinaria presentazione presso il Museo Regionale “Agostino Pepoli”.
Per il secondo anno consecutivo, il nostro Istituto ha aderito con entusiasmo al progetto “Prevenzione e Arte” proposto dalla LILT (Sezione di Trapani) in collaborazione con il Museo Pepoli. La tematica di quest’anno, “La luce, le albe, inizio di un nuovo giorno”, è stata il filo conduttore di un viaggio che ha visto i nostri studenti trasformarsi in narratori d’eccezione.
Nel loro lavoro, i ragazzi hanno puntato i riflettori sull’importanza della luce come elemento identitario del nostro patrimonio: partendo dal fascino millenario delle nostre saline, dove la luce modella il paesaggio tra sale e acqua, hanno attraversato la storia dell’arte, dalle origini della Preistoria fino alle vibrazioni cromatiche degli Impressionisti.
Hanno messo in evidenza come la luce non sia solo un elemento visivo, ma una forza vitale che modella la materia. È il primo atto creativo descritto nella Genesi — “Fiat Lux!” — il momento in cui l’ignoto diventa immagine e la storia dell’uomo ha inizio. Questo connubio tra arte e letteratura ha permesso agli studenti di spaziare dai versi di Dante, con il suo “dolce color d’oriental zaffiro” che immerge il Purgatorio nella luce dell’alba, fino alla riflessione di Schopenhauer sulla luce interiore: quella che ognuno accende a se stesso per farla poi risplendere per gli altri.
Questa stessa luce, che all’esterno trasforma il paesaggio in un quadro vivente, ci ha accompagnati oltre la soglia del Museo Pepoli. Qui, essa ha cambiato natura: non è più solo riflesso solare, ma è diventata la guida che illumina la nostra storia. All’interno del Museo, gli studenti si sono soffermati in alcune sezioni specifiche, mettendo in risalto il valore della luce come strumento di rivelazione, per poi concludere il loro percorso nella sezione archeologica.
Proprio nella sezione archeologica, gli studenti si sono mossi come piccoli archeologi della memoria. Hanno compreso che il compito dell’archeologo non è solo cercare reperti, ma curare i frammenti del passato per restituire salute alla nostra identità. Un impegno che richiama la figura di Sebastiano Tusa, il “cacciatore di luci” dei nostri abissi, che ha dedicato la vita a risvegliare storie sommerse nel mare per regalarle al futuro.
Presentare questo lavoro a ridosso del 10 marzo, la Giornata dei Beni Culturali della Sicilia istituita proprio in memoria di Sebastiano Tusa, è stato come anticipare una ricorrenza carica di significato. È stato un modo per ricordare ai giovani studenti, e in particolare a loro che si preparano a diventare i futuri ambasciatori del nostro territorio, che la luce è una responsabilità: quella di essere testimoni attivi e custodi di un risveglio culturale costante.
I ragazzi sono stati guidati dai docenti A. Maiorana, G. Sciandra e M.S. Scuderi, con il contributo del collega A. Filippi, testimonianza viva di archeologo sul campo.
“Voi ragazzi siete la vera luce di questo istituto” – ha dichiarato la docente coordinatrice – “noi insegnanti siamo solo le matite che tracciano la strada, ma siete voi a colorare il disegno del vostro futuro”.
Oggi i nostri studenti non hanno solo descritto delle opere; hanno dimostrato di saper essere narratori consapevoli e orgogliosi delle proprie radici. Per loro, questo è solo il “primo mattino” di un lungo viaggio: ogni volta che valorizziamo il nostro passato, stiamo dando il benvenuto a un nuovo giorno per il futuro della nostra terra.
Foto
Destinatari
classe III B indirizzo Tecnico Turismo
Luogo
Costi
Evento Gratuito